martedì 28 gennaio 2020

Torino: il fascino della tradizione enogastronomica



Torino, possiede un particolare fascino ovattato che parla della sua storia, cultura, tradizione enogastronomica.

La “merenda Sjnòira”, ossia il pasto del tardo pomeriggio a base di salumi e formaggi, consumato durante le partite a carte o al ritorno da un'escursione in montagna, si è trasformata nel momento dell’aperitivo del torinese: è un rito a cui dedicare da pochi minuti sino diverse ore, tanto da diventare il sostituto di una vera e propria cena. Il rito dell'aperitivo è esploso in tutto il Nord Italia.

Il famoso “vermouth” fu inventato a Torino, commercializzato da una nota ditta Torinese, così come il primo tramezzino in Italia fu quello di un bar a Torino.

Bicerin, che in piemontese significa « bicchierino » è la tipica bevanda analcolica torinese che prende origine da un’altra bevanda del ‘700 dal nome “bavareisa” composta da caffé, cioccolato e creama di latte e servita in bicchierini tondi e trasparenti.
Il suo gusto avvolgente di questa bevanda ha conquistato il cuore dei torinesi e di molti personaggi illustri come Camillo Benso Conte di Cavour e lo scrittore Alexandre Dumas.
Oggi viene servito nei migliori caffè storici.

E non dimentichiamo gli antichi birrifici i due più antichi birrifici torinesi sono nati a Torino in zona San Donato, grazie al canale di Torino, le cui acque “purissime” venivano utilizzate sia come materia prima che come fonte di energia. Entrambi presentavano, accanto ai locali di produzione, sale ammobiliate e affrescate per la degustazione.
La Bosio&Caratsch, primo birrificio d’Italia, venne fondata nel 1845 da Giacomo Bosio, cui succedette il nipote Simeone Caratsch. Nel 1870 venne trasferita in corso Principe Oddone 81; l’edificio in stile tedesco imitava una tipica birreria bavarese, con salone-birreria centrale e sale ginniche.
La fabbrica di birra di Carlo Metzger fu inaugurata nel 1862 in via San Donato. è suo il famoso slogan “chi beve birra campa cent’anni”. A inizi ‘900 il nuovo edificio industriale di via San Donato, caratterizzato dall’alta ciminiera, fu progettato dall’architetto “liberty” Pietro Fenoglio. Sia la la Bosio&Caratsch (1937) che la Metzger (1951) furono assorbite dal Gruppo Luciani (Pedavena), poi diventato Heineken.

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