La Provincia di Torino ha avviato nel 1995 il “Progetto Cultura Materiale” volto alla creazione di una rete ecomuseale che fa cardine sul riconoscimento identitario di una comunità con il proprio territorio affinché vengano attivati degli interventi di valorizzazione a partire dalle specificità locali. L’intento è quello di partire dalla riappropriazione del passato per assumere scelte consapevoli nel presente e gettare le basi per il futuro, in un’ottica di formulazione di ipotesi di sviluppo sostenibile. delle testimonianze culturali del territorio e il dialogo sovralocale.
Gli ecomusei della rete provinciale sono articolati in quattro filiere tematiche:
Le vie del tessile
Carmagnola, Ecomuseo della lavorazione della canapa: ospitato in un antico senté, la tettoia usata per la realizzazione delle corde, presenta l’attività dei cordai.
Chieri, Ecomuseo del tessile: articolato su più sedi illustra la lavorazione tessile che ha segnato l’economia cittadina. L’ecomuseo accoglie anche una collezione di FiberArt.
Collegno, Ecomuseo Villaggio Leumann: il villaggio operaio è oggi un importante documento di carattere urbanistico, storico e architettonico che
continua a operare, rivitalizzato dalle attività ecomuseali.
Cuorgnè, Ex Manifattura: splendido esempio di archeologia industriale è la location d’eccezione per un ecomuseo che racconti, attraverso i luoghi, i documenti e le immagini, la storia delle condizioni di vita degli operai e le tecniche di produzione dello storico cotonificio.
Perosa Argentina, Ecomsueo dell’Industria Tessile: un itinerario di nove tappe urbane illustra la storia dell’industria tessile, e in particolare quella della
locale produzione della seta.
Villar Pellice, Ecomuseo Feltrificio Crumière: ospitato negli antichi spazi del feltrificio, che accolgono ancora alcune fasi della produzione, presenta attraverso l’esposizione e i laboratori la lavorazione del feltro e i suoi usi.
Carmagnola, Ecomuseo della lavorazione della canapa: ospitato in un antico senté, la tettoia usata per la realizzazione delle corde, presenta l’attività dei cordai.
Chieri, Ecomuseo del tessile: articolato su più sedi illustra la lavorazione tessile che ha segnato l’economia cittadina. L’ecomuseo accoglie anche una collezione di FiberArt.
Collegno, Ecomuseo Villaggio Leumann: il villaggio operaio è oggi un importante documento di carattere urbanistico, storico e architettonico che
continua a operare, rivitalizzato dalle attività ecomuseali.
Cuorgnè, Ex Manifattura: splendido esempio di archeologia industriale è la location d’eccezione per un ecomuseo che racconti, attraverso i luoghi, i documenti e le immagini, la storia delle condizioni di vita degli operai e le tecniche di produzione dello storico cotonificio.
Perosa Argentina, Ecomsueo dell’Industria Tessile: un itinerario di nove tappe urbane illustra la storia dell’industria tessile, e in particolare quella della
locale produzione della seta.
Villar Pellice, Ecomuseo Feltrificio Crumière: ospitato negli antichi spazi del feltrificio, che accolgono ancora alcune fasi della produzione, presenta attraverso l’esposizione e i laboratori la lavorazione del feltro e i suoi usi.
Percorso ecomuseale Memorie di acqua e di terra
Balme, Ecomuseo delle guide alpine: documenta la nascita e l'evoluzione di un villaggio di alta montagna i cui abitanti furono protagonisti della stagione pionieristica dell'alpinismo.
Chivasso, Canale Cavour: illustra l’importante opera di ingegneria che ha
segnato il paesaggio e l’economia rurale del territorio. Sono visitabili l’opera di presa a Chivasso e l’archivio storico conservato a Novara.
Massello, Sentiero la “Ruota e l’Acqua”: un percorso che si snoda tra diciassette borgate illustra attraverso il paesaggio antropizzato il rapporto rispettoso tra l’uomo e la natura in questo territorio.
Moncenisio – Ecomuseo delle Terre al Confine: l'ecomuseo intende affrontare gli aspetti più propriamente etnografici, legati ai mestieri della montagna - la lavorazione del latte, la fienagione, i portatori, le guide - e alle tradizioni popolari - le feste, le leggende, i costumi locali.
Nomaglio, Ecomuseo della Castagna: l’albero del pane tradizionalmente caratterizza l’economia di Nomaglio. L’ecomuseo ne evidenzia gli aspetti naturalistici e produttivi e partecipa alla cura del territorio.
Salbertrand, Ecomuseo “Colombano Romean”: Otto luoghi di visita approfondiscono i temi legati al lavoro e all’economia locale, oltre che a importanti avvenimenti storici e testimonianze religiose.
Settimo Torinese, Ecomuseo del Freidano: illustra attraverso una ricca esposizione le attività produttive della tradizione locale, fortemente legate
alla presenza del rio Freidano.
Colle del Lys, Ecomuseo della Resistenza: un centro di interpretazione e documentazione e sentieri che attraversano il territorio illustrano e consentono di approfondire il tema della Resistenza.
Chivasso, Canale Cavour: illustra l’importante opera di ingegneria che ha
segnato il paesaggio e l’economia rurale del territorio. Sono visitabili l’opera di presa a Chivasso e l’archivio storico conservato a Novara.
Massello, Sentiero la “Ruota e l’Acqua”: un percorso che si snoda tra diciassette borgate illustra attraverso il paesaggio antropizzato il rapporto rispettoso tra l’uomo e la natura in questo territorio.
Moncenisio – Ecomuseo delle Terre al Confine: l'ecomuseo intende affrontare gli aspetti più propriamente etnografici, legati ai mestieri della montagna - la lavorazione del latte, la fienagione, i portatori, le guide - e alle tradizioni popolari - le feste, le leggende, i costumi locali.
Nomaglio, Ecomuseo della Castagna: l’albero del pane tradizionalmente caratterizza l’economia di Nomaglio. L’ecomuseo ne evidenzia gli aspetti naturalistici e produttivi e partecipa alla cura del territorio.
Salbertrand, Ecomuseo “Colombano Romean”: Otto luoghi di visita approfondiscono i temi legati al lavoro e all’economia locale, oltre che a importanti avvenimenti storici e testimonianze religiose.
Settimo Torinese, Ecomuseo del Freidano: illustra attraverso una ricca esposizione le attività produttive della tradizione locale, fortemente legate
alla presenza del rio Freidano.
Colle del Lys, Ecomuseo della Resistenza: un centro di interpretazione e documentazione e sentieri che attraversano il territorio illustrano e consentono di approfondire il tema della Resistenza.
Percorso ecomuseale Suolo e sottosuolo
Alpette, Ecomuseo del rame: presenta la locale tradizione di lavorazione del rame, dalle tecniche ai manufatti, e offre laboratori didattici.
Brosso, Museo Mineralogico: illustra la storia locale legata all’attività estrattiva. Alla collezione ospitata in una casa tipica si affianca un sentiero lungo cui si snodano i punti salienti della lavorazione.
Castellamonte – Ecomuseo della Ceramica di Castellamonte: si propone di realizzare un polo di recupero e valorizzazione del patrimonio locale, culturale e paesaggistico creatosi attorno alle lavorazioni artigianali e industriali tipiche della zona, in particolare quella della ceramica
Cambiano – MUNLAB Ecomuseo dell’Argilla: l' Ecomuseo dell'Argilla apre gli spazi della Fornace di Cambiano a studenti e visitatori offrendo percorsi di visita interattiva, attività didattiche, eventi culturali.
Cantoira, Ecomuseo Miniera Brunetta: illustra la locale lavorazione del talco attraverso l’accesso a una galleria di estrazione e agli spazi un tempo utilizzati dai minatori.
Pinerolo, Ecomuseo della Carbonaia: un percorso escursionistico illustra in una successione di tappe le antiche carbonaie attraverso la ricostruzione delle singole fasi della lavorazione.
Prali, Scoprimiera: un centro di interpretazione, uno spazio espositivo e due percorsi in galleria illustrano la storia locale legata all’estrazione del talco e la lavorazione del minerale.
Rorà, Ecomuseo della Pietra “Le loze di Rorà”: la cava all’aperto e uno spazio espositivo illustrano le fasi di lavorazione per la realizzazione delle “loze”, le tipiche tegole in pietra.
Traversella, Ecomuseo “il ferro e la diorite”: illustra la ricchezza mineraria del territorio e le attività estrattive e di lavorazione dei minerali.
Brosso, Museo Mineralogico: illustra la storia locale legata all’attività estrattiva. Alla collezione ospitata in una casa tipica si affianca un sentiero lungo cui si snodano i punti salienti della lavorazione.
Castellamonte – Ecomuseo della Ceramica di Castellamonte: si propone di realizzare un polo di recupero e valorizzazione del patrimonio locale, culturale e paesaggistico creatosi attorno alle lavorazioni artigianali e industriali tipiche della zona, in particolare quella della ceramica
Cambiano – MUNLAB Ecomuseo dell’Argilla: l' Ecomuseo dell'Argilla apre gli spazi della Fornace di Cambiano a studenti e visitatori offrendo percorsi di visita interattiva, attività didattiche, eventi culturali.
Cantoira, Ecomuseo Miniera Brunetta: illustra la locale lavorazione del talco attraverso l’accesso a una galleria di estrazione e agli spazi un tempo utilizzati dai minatori.
Pinerolo, Ecomuseo della Carbonaia: un percorso escursionistico illustra in una successione di tappe le antiche carbonaie attraverso la ricostruzione delle singole fasi della lavorazione.
Prali, Scoprimiera: un centro di interpretazione, uno spazio espositivo e due percorsi in galleria illustrano la storia locale legata all’estrazione del talco e la lavorazione del minerale.
Rorà, Ecomuseo della Pietra “Le loze di Rorà”: la cava all’aperto e uno spazio espositivo illustrano le fasi di lavorazione per la realizzazione delle “loze”, le tipiche tegole in pietra.
Traversella, Ecomuseo “il ferro e la diorite”: illustra la ricchezza mineraria del territorio e le attività estrattive e di lavorazione dei minerali.
Percorso ecomuseale Il tempo dell’industria
Alpignano, Sogno di luce: Alpignano la lampadina di Alessandro Cruto: ospitato nell’ex-opificio Cruto, illustra la storia di Alessandro Cruto e le scoperte nel campo dell’illuminazione.
Avigliana, Ecomuseo Dinamitificio Nobel: accolto negli spazi ipogei di lavorazione della dinamite, attivi sino al 1965, ne illustra la storia e la produzione.
Bussoleno, Museo del trasporto ferroviario: il restauro dei treni storici affianca l’esposizione della storia locale della ferrovia e dei suoi sviluppi
tecnologici.
Cirié – Ecomuseo all’IPCA: il comune di Ciriè ha acquisito il sito ex Ipca e ex Interchim per procedere alla difficile bonifica e recuperare l'area senza per questo cancellare la memoria del sito ma, al contrario, farne un luogo di memoria, di monito e di monitoraggio affinché non capiti più di andare a lavorare non sapendo di andare a morire.
Ivrea, MAAM: il museo a cielo aperto dell’architettura moderna, si
snoda lungo un percorso cittadino su cui si affaccia
l’importante patrimonio olivettiano.
Avigliana, Ecomuseo Dinamitificio Nobel: accolto negli spazi ipogei di lavorazione della dinamite, attivi sino al 1965, ne illustra la storia e la produzione.
Bussoleno, Museo del trasporto ferroviario: il restauro dei treni storici affianca l’esposizione della storia locale della ferrovia e dei suoi sviluppi
tecnologici.
Cirié – Ecomuseo all’IPCA: il comune di Ciriè ha acquisito il sito ex Ipca e ex Interchim per procedere alla difficile bonifica e recuperare l'area senza per questo cancellare la memoria del sito ma, al contrario, farne un luogo di memoria, di monito e di monitoraggio affinché non capiti più di andare a lavorare non sapendo di andare a morire.
Ivrea, MAAM: il museo a cielo aperto dell’architettura moderna, si
snoda lungo un percorso cittadino su cui si affaccia
l’importante patrimonio olivettiano.
Maggiori informazioni: http://www.provincia.torino.gov.it/culturamateriale/extra/_cm.htm
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