lunedì 20 gennaio 2020

Piatti tipici della stagione invernale in Provincia di Torino








Sulle tavole di Torino e della sua provincia piatti tipici sono protagonisti di una tradizione tramandata fino a oggi.  Nei mesi invernali l'ingrediente d’eccellenza è  la carne, declinata in molte varianti, è alla base di tre grandi classici:

Gran Bollito Misto: la ricetta tradizionale detta anche del "Bollito storico risorgimentale piemontese" perché particolarmente gradita a re Vittorio Emanuele II, comprende sette tagli principali di manzo, cotti insieme nella pentola più grande, sette "ammennicoli", ovvero tagli di carne da cuocersi in pentole separate, sette bagnèt (salse), un "richiamo" la lonza di maiale e quattro contorni: patate lesse, spinaci al burro, funghi trifolati e cipolle in agrodolce.

Fritto Misto alla Piemontese: nel corso degli anni la preparazione ha subito importanti aggiunte,  abbinando il dolce con il salato, è stata aggiunta la mela e l'amaretto, oltre carni miste e diverse verdure.

Finanziera: Inizialmente piatto povero realizzato con il riutilizzo delle parti scartate durante la trasformazione dei galletti in capponi e di alcuni scarti della macellazione dei bovini. Nasce nella zona del Monferrato durante il Medioevo, ma la prima ricetta conosciuta è stata proposta dal Maestro Martino e risale al 1450. Nel corso degli anni, abbandona le tavole dei poveri contadini piemontesi e diventa un secondo piatto lussuoso tanto da arrivare al prestigioso ristorante del Cambio di Torino che ospitava quale illustre commensale Camillo Benso conte di Cavour  il quale la ordinava nelle colazioni di lavoro.

Ma la regina indiscussa della gastronomia piemontese in questa stagione è la Bagna caoda, una salsa calda a base di acciughe, aglio e olio d'oliva.

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