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martedì 4 febbraio 2020

La Provincia di Torino e la sua enogastronomia



Il territorio della nostra Provincia offre una vastissima scelta di prodotti tipici, utilizzati nella preparazione dei piatti della tradizione: i formaggi di capra freschi e le tome stagionate, i pregiati marroni della Valle di Susa, la frutta della pianura, i funghi del Pinerolese e della Valsangone, il miele e le marmellate.

Numerose le fiere e sagre che celebrano le proposte enogastronomiche tra le quali una menzione particolare va all'arte dolciaria:
la Val Pellice, assieme a Torino, è il regno del cioccolato e dei gianduiotti;
il Pinerolese è patria dei migliori panettoni artigianali;
in tutto il territorio pasticcerie storiche propongono le golosità della tradizione: paste di meliga, canestrelli, pan della marchesa, focaccia di Susa.

I vini locali sono ottenuti sia da vitigni autoctoni, che in Valle di Susa spesso crescono a quote da record europeo, sia dai vitigni piemontesi più importanti.

Le DOC Pinerolese Pedemontano e Valsusa garantiscono l’eccellenza dei vini rossi. Più numerose e varie le DOC del Canavese: Erbaluce di Caluso, Caluso Passito, Passito liquoroso, Spumante Erbaluce, Nebbiolo Carema, Canavese bianco e Canavese rosso.

Sono molto apprezzati anche i distillati di fiori alpini (genepy), le grappe e le tisane.

Nel Canavese e nelle Valli di Lanzo, spiccano le tome, formaggi tipici celebrati  anche nella cucina.

A Torino, l’arte del cioccolato è iniziata nel Cinquecento e in occasione del carnevale del 1867 venne inventato il gianduiotto.  Sempre a Torino è nato il vermouth, inventato da Benedetto Carpano nel 1786.

giovedì 23 gennaio 2020

Prodotti tipici della Provincia di Torino: i prodotti del paniere.




Il Paniere è un marchio creato dalla Provincia di Torino, per accogliere tutti i prodotti agroalimentari ed agricoli del territorio provinciale, che in base a verifiche tecnico-scientifiche:
  • sono prodotti in maniera artigianale da produttori locali
  • appartengono alla tradizione storica locale
  • sono prodotti con materie prime locali
  • costituiscono una potenzialità per lo sviluppo locale.
L'identificazione delle caratteristiche organolettiche, tecnologiche e storiche, fa capo a disciplinari di produzione, stilati dalle Associazioni dei produttori o dai Consorzi.
Il "Paniere" dei prodotti tipici della provincia di Torino è stato fornitore ufficiale dei XX Giochi Olimpici invernali Torino 2006.
La rete del "Paniere" oggi include 34 prodotti, oltre ai vini DOC della provincia, circa 900 produttori, una trentina di punti vendita, una sessantina di ristoranti  e circa 80 B&B DOC che partecipano alle iniziative di promozione.

lunedì 20 gennaio 2020

Piatti tipici della stagione invernale in Provincia di Torino








Sulle tavole di Torino e della sua provincia piatti tipici sono protagonisti di una tradizione tramandata fino a oggi.  Nei mesi invernali l'ingrediente d’eccellenza è  la carne, declinata in molte varianti, è alla base di tre grandi classici:

Gran Bollito Misto: la ricetta tradizionale detta anche del "Bollito storico risorgimentale piemontese" perché particolarmente gradita a re Vittorio Emanuele II, comprende sette tagli principali di manzo, cotti insieme nella pentola più grande, sette "ammennicoli", ovvero tagli di carne da cuocersi in pentole separate, sette bagnèt (salse), un "richiamo" la lonza di maiale e quattro contorni: patate lesse, spinaci al burro, funghi trifolati e cipolle in agrodolce.

Fritto Misto alla Piemontese: nel corso degli anni la preparazione ha subito importanti aggiunte,  abbinando il dolce con il salato, è stata aggiunta la mela e l'amaretto, oltre carni miste e diverse verdure.

Finanziera: Inizialmente piatto povero realizzato con il riutilizzo delle parti scartate durante la trasformazione dei galletti in capponi e di alcuni scarti della macellazione dei bovini. Nasce nella zona del Monferrato durante il Medioevo, ma la prima ricetta conosciuta è stata proposta dal Maestro Martino e risale al 1450. Nel corso degli anni, abbandona le tavole dei poveri contadini piemontesi e diventa un secondo piatto lussuoso tanto da arrivare al prestigioso ristorante del Cambio di Torino che ospitava quale illustre commensale Camillo Benso conte di Cavour  il quale la ordinava nelle colazioni di lavoro.

Ma la regina indiscussa della gastronomia piemontese in questa stagione è la Bagna caoda, una salsa calda a base di acciughe, aglio e olio d'oliva.