L'asparago è prodotto appartenente al "Paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino", "logo-ombrello" che protegge e garantisce i prodotti agroalimentari tipici del territorio.
Inserito inoltre nel progetto "Strade di colori e sapori" nato nel 2006 con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il territorio collinare della zona sud di Torino e la sua naturale estensione nella pianura. Un territorio ricco di attrattive, composto da un paesaggio che in molta parte conserva un ambiente naturale e rurale di pregio, ma anche da piccoli borghi e città dense di beni storici, artistici, architettonici di alto valore culturale.
L'asparago appartiene alla stessa famiglia delle liliacee, cioè quella dei gigli e dei mughetti.
Di questo ortaggio si mangiano i "turioni'' cioè i germogli, di sapore delicato, che si formano dai rizomi sotterranei.
Pare che l'asparago sia originario dell'oriente, tesi suffragata dal fatto che lo mangiavano già nell'antica Mesopotamia e in Egitto. I Greci, invece, gli attribuivano doti afrodisiache.
Forse spetta ai Romani il merito di aver scoperto le doti gastronomiche dell'asparago, poiché prima di allora era apprezzato, più che altro, per le buone qualità terapeutiche.
In tempi "più' recenti", a cavallo tra la prima e la seconda metà dell'Ottocento, Cavour, interessatosi alla coltivazione di tale ortaggio, affermò che l'asparago fu la "sorgente della prosperità di Santena"
In Piemonte è rinomato quello di Santena, di Poirino e dei paesi limitrofi.
Le sue qualità organolettiche dipendono in gran parte dal tipo di terreno permeabile e sabbioso, dalla maturazione fuori serra e dall'impiego di concimi organici.
Inserito inoltre nel progetto "Strade di colori e sapori" nato nel 2006 con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il territorio collinare della zona sud di Torino e la sua naturale estensione nella pianura. Un territorio ricco di attrattive, composto da un paesaggio che in molta parte conserva un ambiente naturale e rurale di pregio, ma anche da piccoli borghi e città dense di beni storici, artistici, architettonici di alto valore culturale.
L'asparago appartiene alla stessa famiglia delle liliacee, cioè quella dei gigli e dei mughetti.
Di questo ortaggio si mangiano i "turioni'' cioè i germogli, di sapore delicato, che si formano dai rizomi sotterranei.
Pare che l'asparago sia originario dell'oriente, tesi suffragata dal fatto che lo mangiavano già nell'antica Mesopotamia e in Egitto. I Greci, invece, gli attribuivano doti afrodisiache.
Forse spetta ai Romani il merito di aver scoperto le doti gastronomiche dell'asparago, poiché prima di allora era apprezzato, più che altro, per le buone qualità terapeutiche.
In tempi "più' recenti", a cavallo tra la prima e la seconda metà dell'Ottocento, Cavour, interessatosi alla coltivazione di tale ortaggio, affermò che l'asparago fu la "sorgente della prosperità di Santena"
In Piemonte è rinomato quello di Santena, di Poirino e dei paesi limitrofi.
Le sue qualità organolettiche dipendono in gran parte dal tipo di terreno permeabile e sabbioso, dalla maturazione fuori serra e dall'impiego di concimi organici.

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