domenica 26 aprile 2020

Asparago di Santena e delle Terre del Pianalto


L'asparago è prodotto appartenente al "Paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino", "logo-ombrello" che protegge e garantisce i prodotti agroalimentari tipici del territorio.

Inserito inoltre nel progetto "Strade di colori e sapori" nato nel 2006 con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il territorio collinare della zona sud di Torino e la sua naturale estensione nella pianura. Un territorio ricco di attrattive, composto da un paesaggio che in molta parte conserva un ambiente naturale e rurale di pregio, ma anche da piccoli borghi e città dense di beni storici, artistici, architettonici di alto valore culturale.

L'asparago appartiene alla stessa famiglia delle liliacee, cioè quella dei gigli e dei mughetti.
Di questo ortaggio si mangiano i "turioni'' cioè i germogli, di sapore delicato, che si formano dai rizomi sotterranei.
Pare che l'asparago sia originario dell'oriente, tesi suffragata dal fatto che lo mangiavano già nell'antica Mesopotamia e in Egitto. I Greci, invece, gli attribuivano doti afrodisiache.

Forse spetta ai Romani il merito di aver scoperto le doti gastronomiche dell'asparago, poiché prima di allora era apprezzato, più che altro, per le buone qualità terapeutiche.

In tempi "più' recenti", a cavallo tra la prima e la seconda metà dell'Ottocento, Cavour, interessatosi alla coltivazione di tale ortaggio, affermò che l'asparago fu la "sorgente della prosperità di Santena"

In Piemonte è rinomato quello di Santena, di Poirino e dei paesi limitrofi.

Le sue qualità organolettiche dipendono in gran parte dal tipo di terreno permeabile e sabbioso, dalla maturazione fuori serra e dall'impiego di concimi organici.

sabato 25 aprile 2020

Il ragù alla piemontese

La cucina casalinga piemontese,  prevede l’utilizzo del ragù di carne per quasi tutti i piatti tipici: dai tajarin ai ravioli al plin, alla pasta al forno. Gli ingredienti sono semplici: il classico soffritto di cipolla, sedano e carota; la passata di pomodoro e carne;  preferibilmente è previsto per la cottura l'utilizzo di una pentola di coccio. La cottura lenta, a fuoco basso per avere un ragù veramente gustoso.

 Ingredienti:

  • 300 gr di carne macinata di vitello
  • 300 gr di salsiccia
  • 750 gr di passata di pomodoro
  • una carota
  • una gamba di sedano
  • mezza cipolla
  • un rametto di rosmarino
  • olio extravergine
  • volendo aggiungere un po' di vino rosso.

Preparazione

Pulite la verdura e tritatela molto fine con il rosmarino, poi fatela soffriggere nel tegame con olio extravergine di oliva. (Opzione: a questo punto mia nonna aggiungeva un po' di vino rosso.) Aggiungete la carne e fatela rosolare per almeno una decina di minuti, poi amalgamate bene la verdura e la carne.
Aggiungete la passata di pomodoro, mescolate, coprite con un coperchio e cuocete per circa due ore e mezza a fuoco basso.
Il “trucco” per un'ottima riuscita del ragù è quello di non rimestare di frequente e lasciare cuocere lentamente.

lunedì 23 marzo 2020

Pralormo (To) paese ricco di storia, cultura e tradizione.




Pralormo è un piccolo comune ricco di storia, cultura e tradizione, un paese ricco di fascino naturalistico, basato sull'agricoltura e l'allevamento. La produzione punta di diamante è l'allevamento della tinca gobba dorata del Pianalto, pesce caratteristico d'acqua dolce che vive nei laghetti locali: le “Peschiere”, bacini artificiali, utilizzati per l'irrigazione e l'allevamento.

La Tinca ha un corpo piuttosto massiccio con le pinne brevi e molli e quella caudale ottusa, si distingue dalle altre varietà per l’aspetto e per il sapore della carne, che permette preparazioni di ricette d'eccellenza.

L'equilibrio tra l'agricoltura e le altre attività del paese si sposa bene col territorio costituito da pianura, collina e aree boschive: luoghi di straordinaria attrazione per turisti occasionali e locali.

La comunità di Pralormo nutre venerazione particolare per la Beata della Spina il cui Santuario voluto dalla devozione popolare, venne costruito dopo che un’immagine della Vergine dipinta su un pilone e graffiata ad un occhio da uno spino, emise sangue.

Il Santuario è adiacente al monastero e fa parte della Parrocchia di Pralormo.

La fisionomia del paese è caratterizzata dalla Parrocchiale di San Donato, edificata nel 1931 dove sorgevano la precedente canonica e l’antica confraternita di San Bernardino. Poco distante troviamo l'Antica parrocchiale costruita tra la fine del XVII e i primi anni del XVIII secolo, e il Castello Beraudo di Pralormo, la cui prima costruzione risale al XIII secolo.

Il Castello divenne in seguito di proprietà di Manfredo Roero di Pralormo e dei suoi discendenti che divisero il feudo ed il castello in tre parti fino alla fine del 1600.

Dal 1730 molti progetti di restauro ne modificarono quasi completamente la struttura iniziale, quella che prima era strada divenne giardino di rose e poi nel 1500 parco inglese ed in seguito, sino ad arrivare ai giorni nostri, in un meraviglioso parco dove possiamo ammirare i famosi tulipani per tutto il periodo di fioritura.


Oggi la famiglia Pralormo risiede abitualmente al Castello esercitando il ruolo di tutela e conservazione attraverso continui restauri. Consolata Beraudo di Pralormo è stata l’ideatrice e realizzatrice di numerose iniziative In particolare, MESSER TULIPANO, evento botanico che ogni anno dal 2000 nel mese di aprile accoglie migliaia di visitatori con la spettacolare fioritura di tulipani nel parco.

Quest'anno l'evento previsto con inizio a fine marzo è stato annullato.

Il bagnetto rosso





Il bagnetto rosso è una salsa tradizionale della cucina piemontese, insieme al bagnetto verde e alla cugnà solitamente viene utilizzato per accompagnare il bollito misto .alla piemontese.

Ingredienti:

8 pomodori ben maturi 
2 cipolle medie 
1 carota 
2 spicchi d'aglio  
   aceto di vino
   olio d'oliva
   un pizzico si peperoncino un pizzico
   zucchero e sale


Preparazione: 

Lavare e tritare i pomodori, la carota, le cipolle e l'aglio. Mettere il tutto in un recipiente di terracotta, unire un pizzico di peperoncino, un cucchiaio di zucchero e un cucchiaino di aceto, sale e olio d'oliva. Mettere sul fuoco e far cuocere a fuoco lento per 3 o 4 ore.
Passare il bagnetto rosso al setaccio e allungare con altro olio d'oliva. Assaggiare ed eventualmente aggiustare il sapore con il sale.

sabato 7 marzo 2020

Zest di Carignano (Torino)



Gli Zest sono scorze di agrumi candite, Hanno la forma di stretti spicchi, lunghi quanto le dimensioni del frutto da cui sono tratti.

La zona di produzione è il comune di Carignano in provincia di Torino.

La ricetta tradizionale è descritta da un confetturiere di Carignano del Settecento, Pietro Caligaris, e da allora si tramanda di generazione in generazione. 

Per 1 kg di scorze e 1 kg di zucchero le fasi produttive sono in sintesi le seguenti:

Si mettono le scorze in acqua fresca a coprirle per 24-48 ore; l’acqua può essere conservata per preparare la soluzione zuccherina; si fa bollire le scorze scolate in acqua fino a quando si passino con uno stecchino senza grande sforzo, o che ai denti siano tenere; si scola e si lavano cambiando l’acqua due o tre volte, eseguire una scolatura finale; si prepara la soluzione zuccherina sciogliendo lo zucchero a parte in acqua calda e si lascia intiepidire; si immergono le scorze nella soluzione zuccherina, provocare il bollore e raffreddare ripetere 2 volte e lasciare raffreddare.
Dopo un giorno togliere le scorze e concentrare la soluzione zuccherina, che nel frattempo si sarà arricchita dell'acqua degli zest, facendola evaporare al fuoco; rimettere gli zest nella soluzione concentrata e ripetere i bollori; ripetere per 8 giorni, sempre riprendendo e concentrando la soluzione zuccherina ogni giorno; l'ultimo giorno togliere gli zest dal bagno zuccherino e mettere a scolare su una griglia o un setaccio. Dopo che saranno secchi, rotolarli nello zucchero cristallino. 
Questo metodo è particolarmente laborioso e lungo, e le varie fasi possono essere ridotte a piacere, ottenendo però prodotti diversi.
Più è breve il tempo di canditura, meno zucchero conterranno gli zest, che dovranno essere consumati in tempi più brevi. Dopo il procedimento descritto, è possibile ricoprire parzialmente o totalmente gli zest con cioccolato fondente, opportunamente temprato.

Fonte:

giovedì 20 febbraio 2020

Bagnet verd - Bagnetto verde




Salsa tipica del nostro territorio, il Bagnet Verd, si accompagna ai piatti della tradizione. Ottimo sul bollito misto alla piemontese e in generale per accompagnare le carni lesse o la lingua di vitello.

Ingredienti:
2 manciate di prezzemolo
1 tuorlo d'uovo sodo
2 cucchiai di aceto di vino
25 g, mollica di pane
2 spicchi d'aglio
1 bicchiere d'olio extravergine d'oliva
1 acciuga sotto sale dissalata

Preparazione:
Bagnate la mollica di pane con l'aceto e lasciatela riposare qualche minuto, quindi strizzatela, mettetela in una ciotola. Lavate il prezzemolo e tritatelo finemente insieme agli spicchi d'aglio, privati del germoglio interno. Unite al trito il tuorlo d'uovo sodo e amalgamatelo bene nella ciotola contenente la mollica imbevuta di aceto e aggiungete l'olio a filo in quantità necessaria ad ottenere una salsa ben fluida, aggiustare di  sale.

Lasciare riposare e prima di servire mescolare.

mercoledì 19 febbraio 2020

Salsa di ortaggi



Ingredienti:

Ananas  qualche fetta
Mele        n.2
Patate     n.3
Zucchine n.2
Cuore del sedano
Qualche foglia di lattuga
Cipolline sott'aceto  n.5
Qualche punta di asparagi 

Preparazione:
Sbucciare l'ananas e le mele, tagliare a pezzettoni. Far bollire le patate, raffreddarle e dopo averle pelate tagliare a pezzettoni. Ricavare la parte verde delle zucchine e il cuore del sedano. Spezzettare le foglie di lattuga

Frullare tutti gli ingredienti unendo, se di stagione qualche punta di asparagi. 
Aggiungere sale e olio.

Ottima per  accompagnare carni crude e bollite.